La macchina del tempo

Tutti quanti abbiamo sentito parlare della macchina del tempo, un congegno capace di farci rivivere avvenimenti che sono accaduti nel passato. Se vi dicessi che noi siamo in possesso di una macchina del tempo mi credereste? Probabilmente no, ma è così, dopo una breve lezione di fisica vi spiegherò a cosa mi riferisco

Perché sia possibile vedere le cose che ci circondano è necessario che i raggi di luce emessi naturalmente o artificialmente rimbalzino sull’oggetto che vogliamo osservare e giungano poi ai nostri occhi, ecco spiegato per esempio perché quando chiudiamo gli occhi non riusciamo a vederci il lato interno delle palpebre, perché essendo a stretto contatto con l’occhio non viene colpito da nessun raggio di luce e quindi vediamo semplicemente tutto nero.

La luce è talmente veloce che satura immediatamente tutti gli ambienti a cui siamo abituati con i suoi raggi e questo ci consente di poter vedere istantaneamente come appare lo spazio intorno a noi. Il problema è che la luce viaggia ad una velocità finita, enorme, ma finita, ossia trecentomila chilometri al secondo, questo le consente di giungere immediatamente ai nostri occhi se parliamo di distanze umanamente apprezzabili, come la distanza tra una città e l’altra. Aumentando le distanze però anche la luce ha bisogno di tempo per arrivare a destinazione.

Se consideriamo la distanza tra la Terra e la Luna ovvero trecentottantaquattromila chilometri, la luce che rimbalza sulla superficie della Luna e giunge fino ai nostri occhi non arriva istantaneamente, ma ci mette poco più di un secondo, uno virgola ventotto secondi per la precisione. Prendendo una distanza ancora maggiore, per esempio tra Terra e Sole, la luce emessa dal Sole impiega otto minuti a giungere sulla Terra. Tutto ciò per dire solo una cosa, essendo la luce che ci fa vedere come appaiono gli oggetti, se la luce che vediamo provenire dal Sole è partita otto minuti fa noi vediamo il Sole, in questo momento, nelle condizioni in cui era otto minuti fa.

E qui possiamo riallacciarci al discorso della macchina del tempo: quando fu inventato il telescopio all’inizio del diciassettesimo secolo non fu inventato solo uno strumento per osservare oggetti lontani, fu inventato anche uno strumento per vedere indietro nel tempo. Infatti nulla nello spazio è come lo vediamo, tutto ciò che possiamo osservare lo vediamo nella condizione in cui si trovava quando la luce che ora ci raggiunge è partita da quel particolare oggetto.

Viste le distanze incredibili dello spazio ci sono pianeti e stelle la cui luce che giunge qui è vecchia di centinaia o migliaia di anni. Facciamo qualche esempio:

La luce proveniente da Sirio, la stella più luminosa del cielo, è partita otto anni luce fa, cioè quando l’attuale papa è salito al pontificato.

La luce proveniente dalla stella polare è partita trecentoventicinque anni fa, quando fu inventato lo champagne.

La luce proveniente dalla nebulosa del granchio è partita più di seimila anni fa ovvero poco dopo la scoperta dell’agricoltura e i primi insediamenti umani.

La luce proveniente dalla stella più grande mai scoperta, UY scuti, è partita dalla stella novemilaquattrocentosessanta anni fa, ovvero prima dello sviluppo della nostra civiltà.

Lo spazio quindi si configura come un’immagine in movimento a scoppio ritardato, più un oggetto celeste è distante da noi maggiore è il tempo che passa tra un suo cambiamento apprezzabile e il rilevamento di tale cambiamento da parte dei nostri strumenti.

Osservando lo spazio è possibile notare dei punti dove non ci sono stelle, il cielo infatti non ne è interamente costellato. Effettivamente potrebbero non essercene in quella posizione, ma potrebbe anche darsi di si, potrebbero esserci stelle così lontane che la loro luce ancora non è giunta fino a noi. Il nostro orizzonte cosmico cambia ogni secondo che passa, nuove luci compaiono nel cielo e alcune vecchie scompaiono. La classificazione delle stelle è un progetto in continua evoluzione proprio per questo motivo, non possiamo prevedere cosa vedremo nel cielo stasera e se sarà uguale a quello di ieri.

Spero che tu abbia trovato interessante questo articolo! A presto!

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