Il nuovo Coronavirus

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Eccoci arrivati alla sesta ed ultima puntata della serie “Virus Tales”, nel precedente articolo abbiamo parlato degli Ebolavirus e delle patologie che provocano, per recuperarlo rapidamente ti lascio il collegamento qui. In questa ultima pubblicazione invece ci occuperemo del nuovo Coronavirus, questa serie di articoli infatti è nata proprio per arrivare a trattare di questo particolare nuovo virus che sta colpendo l’umanità nel periodo odierno.

Partiamo col parlare in generale del genere dei Coronavirus: che cosa sono esattamente? Il loro nome deriva dal latino e si riferisce all’aspetto tipico delle particelle virali visibili al microscopio elettronico. Ciò che si può osservare è che la parte esterna del virus presenta una serie di glicoproteine che conferiscono allo stesso un’aspetto che ricorda quello di una corona reale. Queste glicoproteine tappezzano la superficie del virus e determinano il tropismo nell’ospite, ovvero la capacità del virus di legarsi ed infettare solo certe cellule all’interno solamente di alcune specie.

Generalmente, i Coronavirus sono responsabili di diverse patologie nei mammiferi e negli uccelli, possono infatti provocare diarrea nei bovini e nei suini ma anche malattie respiratorie delle vie aeree superiori nei polli. I Coronavirus circolano quindi più che altro tra gli animali, in passato però sono stati registrati casi di alcuni ceppi virali che hanno subito mutazioni tali da diventare molto virulenti anche nei confronti degli esseri umani. In queste circostanze, noi umani siamo diventati dei potenziali ospiti dei Coronavirus ed all’interno del nostro organismo questi patogeni possono provocare infezioni delle vie respiratorie, spesso di lieve entità, come il raffreddore comune, ma in rari casi questi quadri clinici possono degenerare verso condizioni potenzialmente letali come polmoniti e bronchiti acute.

Dato che l’infezione negli uomini, nella maggior parte dei casi, si presenta con sintomi respiratori lievi, può risultare molto difficile riconoscere la sintomatologia da Coronavirus, soprattutto se i casi di infezione si manifestano nei mesi più freddi dell’anno, in concomintanza con i virus influenzali, i quali possono provocare condizioni simili ai casi più lievi di infezione da Coronavirus.

Una volta inquadrati i Coronavirus, iniziamo a trattare del SARS-CoV-2, ovvero il virus che tra la fine del duemiladiciannove e l’inizio del duemilaventi ha colpito l’umanità e si è diffuso in tutto il mondo. La pandemia è iniziata nella città di Wuhan, in Cina, ed i primi casi di contagio si sono verificati tra i lavoratori del mercato cittadino. All’interno di questi ambienti si vendeva pesce e altri alimenti di origine animale, tra cui anche esemplari vivi, i quali, a detta dei commercianti, venivano tenuti in vita per poter rimanere freschi a lungo. Visti i primi casi riscontrati in persone a stretto contatto con gli animali, fin da subito venne ipotizzato che si trattasse di un nuovo agente eziologico di origine zoonotica.

L’ipotesi che questo nuovo ceppo virale sia frutto di una sperimentazione in laboratorio, oppure che sia stato liberato intenzionalmente da qualcuno, sono teorie che al momento non hanno nessun fondamento. Un’altra teoria assolutamente priva di prove è la contagiosità degli animali domestici, infatti non ci sono prove che organismi come cani e gatti possano fungere da vettori di diffusione per il virus, nonostante esso sia di probabile origine animale. Nonostante ciò, in via del tutto precauzionale, alcuni governi degli stati limitrofi all’epicentro dell’epidemia, hanno consigliato di non interagire con animali, non nutrirsi di selvaggina e evitare di recarsi negli allevamenti.

L’inizio della catena di contagio nella città di Wuhan, capoluogo della provincia cinese dell’Hubei, è stato un fattore determinante per la rapida diffusione della malattia in tutto il mondo. Infatti la città cinese ospita al suo interno più di undici milioni di persone (circa un sesto degli Italiani) ed è un importante snodo commerciale e di trasporti del paese. Wuhan si trova inoltre vicino a Pechino, Shanghai ed Hong Kong e per questo la città è considerata il fulcro della Cina centrale. Data la sua posizione di rilievo all’interno dello scenario politico ed economico cinese, per questa città sono disponibili molti voli diretti che la collegano con tutto il mondo. Tutti questi fattori messi insieme, uniti alla grande contagiosità del virus, hanno permesso allo stesso di diffondersi rapidamente in tutta la Cina e, successivamente, di raggiungere più di duecento nazioni del mondo.

Ma come ci si è accorti di questo nuovo virus? Intorno a metà dicembre 2019, le autorità sanitarie cinesi hanno riscontrato casi di persone che mostravano i sintomi di una polmonite di causa sconosciuta ed anomala, anche se, secondo alcuni ricercatori della Georgetown University, le prime infezioni a carico di umani devono essere avvenute nel novembre dello stesso anno ma forse anche precedentemente. Dopo aver studiato i primi casi riconosciuti, si è giunti alla conclusione che questo primo gruppo di malati era, come già detto, collegato al locale mercato. Dopo qualche tempo, nelle prime settimane di gennaio dell’anno nuovo, gli scienziati hanno isolato, all’interno di campioni provenienti dall’organismo di questi soggetti, il nuovo Coronavirus, nominato SARS-CoV-2.

Come già detto all’inizio dell’articolo, questo non è il primo Coronavirus che dagli animali si trasmette all’uomo, infatti ciò è avvenuto già altre due volte recentemente con i virus SARS-CoV e MERS-CoV, e le infezioni da parte di questi virus era già noto che fossero correlate ad una condizione clinica grave talvolta con esiti letali. Prima di questo nuovo patogeno, l’elenco dei Coronavirus responsabili di malattie nell’uomo si assestava sulle sei unità e, esclusi i due virus appena citati, tutti gli altri erano solamente responsabili di una lieve forma di raffreddore comune.

Vista la rapida diffusione del nuovo patogeno, gli enti di ricerca di tutto il mondo si sono attivati e hanno unito le forze per velocizzare gli studi sul virus, questa rapida mobilitazione ha permesso di rendere pubblico il genoma dello stesso già il dieci di gennaio, ciò è stato facilitato dal genoma in comune di questo virus, circa settanta percento, con il già noto virus SARS-CoV. Gli studi hanno inoltre permesso di delineare con precisione il periodo di incubazione, il quale si assesta fra gli uno ed i quattordici giorni, tuttavia è stato segnalato un caso di malattia con un periodo di incubazione di addirittura ventisette giorni.

I pazienti sintomatici accusano disagi simili a quelli provocati dall’influenza, come: febbre, tosse, malessere generale, difficoltà di respiro ed un ultimo sintomo recentemente descritto, ovvero la perdita reversibile di gusto e olfatto. Nei casi più gravi però, spesso riscontrati in soggetti già portatori di altre patologie (spesso cardiovascolari od oncologiche), si possono sviluppare gravi forme di polmonite, insufficienza renale fino ad arrivare anche alla morte del paziente. L’unica modalità di guarigione è quella spontanea poichè nessun farmaco antivirale noto sembra avere effetto contro questo virus, gli unici trattamenti possibili ed eseguibili dagli organi di sanità pubblica sono volti alla gestione dei singoli sintomi e al supporto delle funzioni vitali mentre il sistema immunitario del paziente cerca di vincere la malattia.

Il test per determinare la positività ala virus è effettuato tramite un tampone orofaringeo, il quale è fondamentale per poter riconoscere la maggior parte dei casi di infezione, poichè asintomatici, quindi potenzialmente in grado di fungere da vettore umano per il virus, il quale si diffonde per via aerea tramite l’aerosol prodotto dagli starnuti, dal resprio e dagli atti di fonazione.

La principale preoccupazione circa questo nuovo virus è la rapidità con cui si diffonde, la quale permette di aumentare esponenzialmente i casi di malattia gravi anche se la percentuale in cui questi si dovrebbero manifestare è bassa. Questi pazienti in pericolo di vita necessitano di essere trattati all’interno delle terapie intensive, le quali purtroppo sono in possesso di un numero limitato di posti letto. Lo scenario peggiore sarebbe quello di avere una richiesta di cure non compatibile con la disponibilità e le risorse della sanità mondiale, precludendo così a molte persone l’accesso alle cure e, conseguentemente, essere costretti a dover scegliere quali pazienti trattare e quali no.

Per rendere improbabile questa eventualità, molti stati nel mondo hanno indetto una quarantena allo scopo di diminuire i contagi giornalieri e di “spalmare” i numeri della pandemia in un periodo più lungo, permettendo così alla sanità di occuparsi di quante più persone possibili senza sovraccaricarsi. La quarantena e l’isolamento sociale tuttavia hanno generato nella popolazione molto disordine, si sono verificati casi di vere e proprie razzie a carico di supermercati e farmacie, così da fare scorta di beni di prima necessità. La quarantena ha anche generato una psicosi generale nella popolazione che è sfociata in episodi di xenofobia e razzismo contro le persone di origine asiatica, oltre che alla diffusione di disinformazione e fake-news sul virus attraverso le piattaforme online. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito questa situazione come una “infodemia”.

Molti enti economici e finanziari hanno stimato gli effetti della pandemia e le hanno definite come probabilmente molto impattanti sull’economia globale. Le conseguenze del blocco totale delle nazioni e delle loro economie saranno potenzialmente in grado di causare un ridimensionamento considerevole della crescita globale per quest’anno: si pensa che la crescita del PIL mondiale potrà ridursi anche di un punto percentuale.

E’ richiesto un sacrificio alla nostra civiltà in questo momento di grande difficoltà, questo perchè più riusciremo a ridurre il numero di contagi, meno saranno le vittime e prima si potrà ripartire. Al giorno d’oggi, i casi di contagio da parte del nuovo Coronavirus confermati sono 3,27 milioni, i morti invece ammontano a 234mila in tutto il mondo. Questa serie articoli termina qui, speriamo di avervi trasmesso qualcosa riguardo l’incredibile e strano mondo dei virus, in più, parlando del nuovo Coronavirus, speriamo anche di avervi sensibilizzato sull’argomento, qualora esso ancora non vi avesse interessato. Successivamente, quando tutto sarà finito, aggiorneremo i numeri riportati in questo articolo.

Spero che tu abbia trovato interessante questo articolo! A presto!

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