Hubble: l’occhio nel cielo

L’articolo odierno è molto speciale, nella giornata di oggi infatti, esattamente trent’anni fa, veniva lanciato il più famoso telescopio spaziale di tutti i tempi: il Telescopio Hubble. Abbiamo deciso di festeggiare e celebrare il trentesimo anniversario di questo incredibile prodigio della mente umana dedicandogli un articolo tutto per sé. Non perdete di vista le prossime righe!

Il Telescopio Spaziale Hubble è un telescopio orbitale che venne spedito in orbita nel 1990. Inizialmente venne finanziato negli anni settanta, il lancio fu poi proposto per il 1983, ma purtroppo dovette essere posticipato a causa di ritardi tecnici e mancanza di budget sufficiente. E’ attualmente operativo e nonostante non sia stato di certo il primo telescopio orbitante, esso è di certo uno dei più grandi, ed è ben noto come strumento di ricerca alla comunità scientifica.

La storia di Hubble fu però problematica e assai travagliata già in partenza, infatti oltre ai problemi con i finanziamenti, dopo alcune settimane dal lancio in orbita, le immagini ottenute misero in evidenza un grave problema nel sistema ottico. Nonostante le prime fotografie fossero apparse come migliori di quelle ottenute dalla Terra, Hubble non riuscì a ottenere la precisa qualità fotografica tanto desiderata, con risultati terribilmente inferiori al previsto.

Questo problema tuttavia non venne lasciato irrisolto, infatti durante la progettazione, Hubble fu ideato con la particolarità di essere l’unico telescopio modificabile e riparabile in orbita da astronauti ed addetti. Dopo la sua messa in orbita infatti, vennero effettuate 5 missioni spaziali, le quali raggiunsero Hubble, lo ripararono, aggiornarono i suoi software e rimpiazzarono alcune componenti sul telescopio, così da mantenerlo sempre al passo coi tempi, nonostante i più di 30 anni di attività.

Possiede una lente di 2,4 metri di diametro dal peso di più di ottocento chilogrammi. Le dimensioni del telescopio sono circa quelle di un autobus e in tutto pesa più di dieci tonnellate. Il telescopio possiede due pannelli solari che garantiscono l’approvvigionamento di elettricità, la quale serve principalmente per alimentare le fotocamere e tre giroscopi fondamentali per orientare e stabilizzare il telescopio nello spazio. Hubble ha ripreso più di un milione di immagini dello spazio in quasi 30 anni di attività.

L’orbita del telescopio, al di fuori degli effetti distorcenti provocati dall’atmosfera terrestre ed a più di cinquecento chilometri dal pianeta, gli permette di ottenere immagini a risoluzione estremamente elevata, rendendolo di molto superiore rispetto ai telescopi presenti sulla Terra, infatti, grazie a questa sua risoluzione, Hubble ha registrato alcune delle più nitide e complete immagini mai ottenute nella luce visibile, avventurandosi con il suo occhio nello spazio profondo, potendo spingersi ad osservare oggetti lontani fino a 46 miliardi di anni luce.

A livello ingegneristico, Hubble rappresentò una vera sfida, infatti per ottenere i risultati sperati doveva essere dotato di una tenuta stagna invidiabile e doveva essere in grado di resistere agli sbalzi di temperatura dati dall’oscuramento del Sole da parte della Terra.

Il Telescopio Spaziale Hubble deve il suo nome all’astronomo Edwin Hubble, autore della legge di Hubble, la quale indica che le galassie più distanti da un punto di osservazione sembrano allontanarsi più velocemente delle galassie che invece sono più vicine. Quello dedicato ad Edwin Hubble è il telescopio che ci ha permesso di determinare accuratamente il tasso di espansione dell’Universo ed è curioso come uno strumento abbia portato alla dimostrazione della legge enunciata dallo scienziato da cui ha preso il nome. Oltre a ciò, il Telescopio Spaziale Hubble è stato in grado di fornire tanti altri dati utili per nuove scoperte, come una stima più precisa dell’età dell’Universo. Prima di Hubble, essa veniva ritenuta compresa fra i dieci ed i venti miliardi di anni, mentre ora viene considerata attorno ai 13,7 miliardi di anni.

Il Telescopio Spaziale Hubble orbita quindi attorno la Terra, decadendo inesorabilmente a causa dell’attrito con gli strati più superiori dell’atmosfera. In caso di rientro in atmosfera, alcune componenti del telescopio, come la lente, sopravviverebbero all’impatto con l’aria, non distruggendosi immediatamente e potendo potenzialmente provocare danni. I piani originari della NASA per riportare a terra Hubble consistevano nel trasportarlo tramite uno Space Shuttle. Ciò non è più possibile a causa del costo della missione e la sua pericolosità.

E’ stato stimato al momento del lancio che esso sarebbe rientrato nell’atmosfera terrestre in alcuni decenni. Successivamente al suo lancio fu calcolato che il telescopio sarebbe potuto sopravvivere fino al 2020, tuttavia, più avanti questa data fu posticipata e prevista per gli anni ’30 del terzo millennio.

Il suo formale successore, il Telescopio Spaziale James Webb, dovrebbe essere lanciato entro il 2021, tuttavia non potrebbe competere con Hubble dal punto di vista della visione ad infrarossi, in più sono previsti ulteriori ritardi nella sua costruzione.

Spero che tu abbia trovato interessante questo articolo! A presto!