Poker: matematica, psicologia ed esperienza

Tempo fa mi capitò di giocare a poker con alcuni amici, eravamo tutti seduti intorno ad un tavolo e per passare in allegria la serata decidemmo di giocare a questo gioco. Man mano che la partita andava avanti però, mi accorgevo sempre più di come alcuni fra i miei amici non avessero la minima idea di quello che stavano facendo. Io ho sempre giocato in maniera amatoriale a questo gioco e non sono mai stato un esperto, tuttavia, grazie a qualche nozione matematica di base, sono riuscito a sfruttare bene le mie mani vincenti e a portarmi a casa la partita di quella sera. Nell’articolo di oggi parleremo di poker, del perchè sia così popolare e daremo qualche consiglio per aumentare le vostre possibilità di vittoria.

Ciò che ha reso, a parer mio, il poker un gioco così famoso, forse il gioco d’azzardo più popolare al mondo, è la sua non totale dipendenza dalla fortuna. Spieghiamoci meglio. Consideriamo le slot machine dei casinò, esse sono programmate in modo da possedere poche combinazioni vincenti e moltissime combinazioni perdenti, il giocatore paga una giocata e la roulette estrae una delle centinaia di migliaia di combinazioni possibili. Quasi sempre la combinazione estratta non è vincente, fra le poche volte in cui invece risulta vincente, spesso la vincita non è grande, infine, una volta ogni centinaia di migliaia di giocate, la vincita è enorme e il fortunato si porta a casa un mucchio di soldi.

Questo tipo di gioco d’azzardo è molto popolare perchè ogni giocata è potenzialmente in grado di far vincere un bel gruzzolo al fortunato di turno, inoltre, ci sono anche molte altre tipologie di giochi d’azzardo basate interamente sulla fortuna: la roulette, le corse dei cavalli virtuali ed il blackjack. Nessuno di questi tuttavia supera i numeri del poker, questo perchè, in questo gioco, non è solo la dea bendata a decidere chi vince e chi no, la vincita di un giocatore di poker viene influenzata anche dall’abilità di quest’ultimo, naturalmente la fortuna mantiene un ruolo chiave tuttavia non è l’unica variabile da considerare. Quali sono quindi le abilità necessarie per poter migliorare nel gioco?

La prima abilità per poter fare qualche passo in avanti nel gioco del poker è la conoscenza delle carte, ed attenzione, non sto parlando della conoscenza delle regole del gioco, sto parlando proprio della conoscenza delle carte che si usano per giocare, ossia le carte francesi. Le carte sono in tutti cinquantadue esclusi i due jolly presenti in ogni confezione, ci sono in tutto quattro semi: cuori, quadri, fiori e picche, ognuno dei quali possiede al suo interno tredici carte progressive che vanno dal due, che è la carta che vale meno, all’asso, che è la carta che vale di più. Ogni carta possiede quindi quattro variabili, ossia la stessa carta rappresentata nei quattro segni diversi. La conoscenza delle carte è importante per comprendere ed applicare i piccoli consigli per migliorare nel gioco.

La seconda abilità per aumentare il nostro numero di mani vincenti risiede nella conoscenza delle probabilità, il gioco del poker, parliamo della versione Texas Hold’em, prevede che ogni giocatore possieda due carte personali che solo lui può vedere, ed un massimo di cinque carte scoperte dal mazziere, che sono sfruttabili da ogni giocatore per creare delle combinazioni il più vincenti possibili. Le combinazioni più facili da ottenere, come la coppia o la doppia coppia, sono anche le più “deboli” poichè sono quelle dal valore più basso e battibili da tutte le altre combinazioni presenti nel gioco. Di contro però bisogna anche considerare che le combinazioni dal valore più alto che battono tutte le altre, come il poker e la scala reale, sono molto difficili da ottenere.

Facendo la somma delle due carte in mano e delle cinque carte sul tavolo, ogni giocatore ha quindi a disposizione sette carte per creare la combinazione migliore possibile per vincere. Ora facciamo una considerazione: le carte sul tavolo visibili da tutti sono cinque, ovvero la maggior parte delle carte a disposizione di ogni giocatore, quindi possiamo dire che ogni giocatore è a conoscenza della maggior parte delle carte a disposizione degli avversari, perchè queste ultime sono anche sue. Essendo cinque su sette, ossia la maggior parte, le carte del tavolo sono le carte più sfruttate per la formazione di una combinazione vincente, quindi osservando le carte sul tavolo ogni giocatore potrà sempre sapere qual è la combinazione migliore ottenibile da quelle cinque carte mescolate con due fra tutte le possibili carte di cui ancora non si sa la localizzazione, potrebbero essere nel mazzo oppure in mano agli avversari.

Se la migliore combinazione possibile con le cinque carte del tavolo è nella nostra mano, allora avremo la certezza matematica della vittoria. Facciamo un esempio. Io mi trovo con una mano formata da una coppia di assi, uno di fiori ed uno di cuori, sul tavolo invece abbiamo un asso di quadri, un due di fiori, un sette di quadri, una donna di quadri ed un re di fiori. In questo caso la migliore combinazione possibile ottenibile con le carte del tavolo e due carte qualunque delle rimanenti, è un tris di assi, che si da il caso essere proprio la combinazione ottenibile con le due carte che io ho in mano. In questa mano quindi avrò la certezza matematica della vittoria.

Purtroppo per noi però, quasi mai una mano è riconducibile ad una situazione così estrema, spesso non saremo in possesso della combinazione migliore possibile, magari riusciremo ad ottenere una buona combinazione che però non è la migliore, quindi cosa facciamo in questi casi? Giochiamo pur sapendo che la combinazione migliore potrebbe essere in mano al nostro avversario? Oppure lasciamo? Dipende. Per capire come comportarsi facciamo un esempio.

Immaginiamo di avere la stessa mano di prima, ovvero una coppia di assi, uno di fiori ed uno di cuori, mentre le carte sul tavolo sono: un asso di quadri, un due di fiori, un sette di quadri, e due re, uno di quadri ed uno di fiori, quindi rispetto alla mano precedente l’unica variazione è stata il re di quadri al posto della donna di quadri. Osservando le carte sul tavolo è possibile, come nel caso precedente, stabilire quale sia la combinazione migliore possibile. In questo caso la combinazione migliore possibile la avrebbe il giocatore con in mano il re di picche ed il re di cuori, ottenendo quindi un poker di re. Questa combinazione, dati i nostri due assi in mano, non è in nostro possesso, tuttavia la nostra rimane la seconda combinazione migliore possibile. In questo caso sarebbe comunque conveniente insistere e credere nelle nostre carte poichè le probabilità sono dalla nostra parte, le probabilità di ottenere un poker infatti sono veramente basse, circa sei su un milione, quindi è molto improbabile che il nostro avversario abbia i due re che gli servono per batterci.

Per questo motivo, se non abbiamo la combinazione migliore possibile, ma essa risulta comunque molto difficile da ottenere con le carte disponibili, conviene comunque procedere anche con una combinazione più debole. Di contro invece non converrebbe affatto procedere in una giocata se la combinazione migliore che riusciremmo ad ottenere con le nostre carte fosse superabile da una combinazione poco più difficile da ottenere della nostra. Il calcolo delle probabilità è utile per capire quanto sia sicuro proseguire in una mano che ha preso una certa piega, giocando e acquisendo esperienza sarà anche più immediato valutare le nostre probabilità nei mille mila scenari possibili del gioco, la statistica quindi consente di avere una stima corretta delle nostre probabilità di vittoria, quello che è importante riconoscere però è che sempre di probabilità si tratta, in altre parole, per quanto alte possano essere le nostre probabilità di vincere, a meno che non siano del cento per cento, l’avversario potrebbe avere fortuna e riuscire a batterci comunque. Per questo avevo sottolineato all’inizio il peso che ha la fortuna in un gioco di abilità come il poker.

Nel gioco sono presenti però anche molti altri fattori determinanti che possono decidere chi vince e chi perde, i professionisti infatti sanno bene che, a volte, per vincere non serve per forza avere la mano migliore, è sufficiente che il tuo avversario creda che abbia una mano migliore della sua. Questa strategia prende il nome di bluff e consiste nel giocare come se si fosse consapevoli di avere la mano vincente, quando in realtà non è così, di conseguenza i nostri avversari, di fronte alle nostre giocate sicure e decise, tipiche di chi sa di avere la vittoria in pugno, saranno più incentivati a lasciare questa mano, ritirandosi e facendoci vincere i soldi puntati.

Il fattore psicologico è molto importante e spesso ribalta gli esiti delle partite, basti pensare che molti giocatori professionisti sono soliti coprirsi il viso con occhiali da sole o con cappelli con visiere pur di evitare di lasciar trasparire espressioni del loro volto che a loro volta possano in qualche modo far capire agli avversari i loro intenti durante la partita.

Il poker è quindi un gioco interessante, di abilità, dove la fortuna assume un peso diverso rispetto agli altri giochi d’azzardo. Ciò di cui abbiamo parlato in questo articolo era solo una piccolissima parte di tutto quello che c’è da sapere per essere dei campioni, i professionisti infatti sono abilissimi in tutti gli ambiti del gioco: conoscono le probabilità, conoscono le carte, sanno fingere e sanno capire quando stai fingendo. Questo articolo vi aiuterà (forse) a vincere con i vostri amici, ma le conoscenze necessarie per diventare davvero forte sono ben di più e ben più numerose.

Spero che tu abbia trovato interessante questo articolo! A presto!

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