Siamo soli nell’universo?

Questo argomento verrà trattato in collaborazione con Roberto Croce, un’utente che come me ha la passione per la scienza e che possiede un blog dove potrete continuare a leggere circa l’argomento trattato in questo articolo. Una volta letto l’articolo qui, potrete continuare nella lettura seguendo il link all’articolo di Roberto che troverete in fondo a questa pagina, in aggiunta puoi raggiungerlo sul suo sito cliccando qui.

Ora torniamo a noi, per quanto riguarda l’argomento “siamo soli nell’universo?”, questa è una domanda che la nostra specie si pone da che ne abbiamo memoria, appena ci siamo resi conto che il nostro pianeta era solo uno dei tanti, abbiamo subito cominciato a domandarci se il nostro fosse l’unico abitato oppure se anche sugli altri mondi ci fossero forme di vita più o meno diverse da noi.

I primi studiosi a porsi queste domande vissero nel mondo antico e non avendo mezzi e conoscenze adatte, non andarono più in la della semplice immaginazione. Con l’evoluzione della scienza e le scoperte sul nostro pianeta e sulla vita, siamo però riusciti a capire cosa sia necessario alla vita per svilupparsi e quali condizioni risultino favorevoli. Per molto tempo si è pensato che la vita per come la conosciamo fosse l’unica soluzione possibile, tuttavia bisogna riconoscere che nello spazio inesplorato potrebbe nascondersi tutti ed il contrario di tutto, quindi siamo pronti ad ogni possibile scoperta.

Ma che cos’è che rende possibile la vita? Quali condizioni sono necessarie affinché possa mettersi in moto un processo come quello sviluppatosi sulla Terra? La prima necessità sono le molecole, non c’è vita senza molecole organiche che possano appoggiare e costituire i processi biochimici che la vita sfrutta per ricavare energia e per diffondersi nell’ambiente, nel caso della vita sviluppatasi sulla Terra, essa si basa su pochi elementi che mescolati fra loro formano tutte le macromolecole, questi elementi sono, per esempio: carbonio (il più importante), idrogeno, azoto, ossigeno ed in percentuale minore anche alcuni metalli come: sodio, potassio, ferro e magnesio.

Nulla vieta che questo modello di vita possa essere replicato anche su un altro pianeta, infatti il processo che porta alla nascita della vita è un processo casuale, alcuni atomi si uniscono in molecole organiche le quali grazie ad energia proveniente dall’ambiente interagiscono fra loro formando i primitivi esseri viventi. La casualità della nascita della vita è tale perchè questo modo di intendere la vita, nell’ambiente terrestre, risulta favorito rispetto a tutti gli altri che ci sono, i quali potrebbero essere molto diversi. Ci sono però altre necessità che l’ambiente deve soddisfare per poter assistere alla nascita di forme di vita, è necessario un solvente, che nel caso del nostro pianeta è l’acqua. L’acqua è ottima perchè sulla Terra è tanta, ha un suo ciclo e si rinnova continuamente, è polare quindi è in grado di interagire con le molecole organiche e soprattutto svolge una funzione protettiva per le forme di vita che la abitano nei confronti delle radiazioni solari.

Un’altro fattore necessario alle forme di vita per svilupparsi è una fonte di energia, nel caso della Terra stiamo ovviamente parlando del Sole, la cui energia luminosa viene convertita in energia chimica da parte degli organismi fotosintetici.

Tuttavia il modo di immaginare la vita non è uno solo, noi siamo abituati al nostro, basato su carbonio e acqua ma come già detto, la vastità dell’universo è tale per cui potrebbero esserci dei pianeti dove condizioni particolari abbiano favorito un’altro modo di intendere la vita. Una proposta avanzata da alcuni studiosi, infatti, sostiene un modello alternativo riguardo all’elemento che più di tutti gli altri è necessario per la vita: il carbonio, esso è il più versatile tra tutti gli elementi abbondanti del cosmo dal punto di vista delle proprietà chimiche e termodinamiche. Questa teoria alternativa propone, al posto del carbonio, il silicio, un elemento che sicuramente non è scarso nell’universo, basti pensare che costituisce più di un quarto della crosta terrestre.

Nonostante le similitudini fra carbonio e silicio, il carbonio rimane nettamente superiore in termini di plasticità e di possibilità di comporre macromolecole, tuttavia in un ambiente in cui il carbonio è scarso, o in un ambiente dove le condizioni non lo permettono, il carbonio potrebbe essere stato accantonato in favore di una vita basata sul silicio.

Altri mondi invece, potrebbero aver sfruttato la mancanza di acqua e l’abbondanza di altri composti per evolversi in maniera differente rispetto alla Terra. Un esempio molto studiato è Titano, la luna più grande di Saturno. Su Titano c’è acqua, ma la temperatura della luna è talmente bassa, circa -180°C, che tutta l’acqua del pianeta è condensata sotto forma di ghiccio duro come roccia. Le veci dell’acqua su Titano, le fa il metano (e in maniera minore anche l’etano), infatti la temperatura della luna è tale da permettere al metano di esistere in tutti e tre i suoi stati di aggregazione: liquido, solido e gassoso, questo da la possibilità al metano di avere un proprio ciclo, di piovere dal cielo sotto forma di goccioline, di formare veri e propri mari e fiumi che scorrono attraverso i promontori della luna e potenzialmente di fungere da solvente per un tipo di forme di vita completamente nuove e ancora da scoprire. Il metano inoltre costituisce anche buona parte dell’atmosfera, rendendo Titano l’unica luna del Sistema Solare ad averne una. L’interesse verso questo corpo celeste è quindi notevole e verrà presto esplorato.

Gli scienziati sono già alla ricerca di prove dell’esistenza di vita sui pianeti del Sistema Solare, stanno scansionando la superficie di Marte ed analizzando i meteoriti precipitati sulla Terra. È stata annunciata anche una esplorazione di Europa, una luna maggiore di Giove, che è stato provato che contenga un grande oceano di acqua salata sotto la sua superficie ghiacciata. Ciò che ha dell’incredibile è questa luna sembra possedere una quantità di acqua superiore a quella di tutto il nostro pianeta, benchè esso abbia una massa cento volte maggiore. Inoltre potrebbero esistere sul fondo dell’oceano vulcani attivi, cioè fonti di energia e di sostanze chimiche fondamentali al sostentamento della vita, la quale potrebbe assomigliare alle forme di vita estremofile rinvenute negli abissi oceanici.

Sul finire del decennio scorso infine, gli scienziati hanno potuto osservare dei pennacchi di vapore acqueo fuoriuscire dalla superficie di Encelado, un’altra luna di Saturno. Questo processo potrebbe essere dovuto alla presenza di acqua allo stato liquido, ciò significa anche che Encelado potrebbe avere le basi per supportare la vita, vista anche la presenza di sali di sodio. La presenza di acqua liquida al di sotto della crosta, in un corpo celeste così lontano dal Sole, implica che ci sia una sorgente di energia interna alla luna per mantenerla in tale stato: si pensa sia una combinazione di processi radioattivi.

I dati della missione Cassini-Huygens hanno rivelato la presenza di complesse molecole organiche provenienti da Encelado, rendendo sempre più concreta l’idea che questo corpo celeste ospiti condizioni adatte alla vita. Potenti getti idrotermali permetterebbero a questo materiale di venire rilasciato nello spazio, sotto forma di vapore acqueo e grani di ghiaccio.

Per concludere, per alcuni la vita nell’universo è nata e si è evoluta autonomamente in punti diversi, differenziandosi diversamente a seconda del luogo di inizio, mentre per altri, sostenitori della cosiddetta panspermia, la vita è stata generata in un unico luogo, e si è diffusa tramite meteoriti e comete attraverso lo spazio in ogni pianeta.

Spero che tu abbia trovato interessante questo articolo! Per continuare ad informarti su questo argomento ti invito a leggere l’articolo sul blog di Roberto, che puoi trovare qui.

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