Il lago delle statue di pietra

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Sarà capitato a tutti quanti nella vita di visitare una chiesa gotica, durante questa esperienza, volgendo lo sguardo verso l’alto avrete certamente potuto notare statue di pietra raffiguranti creature inquietanti, chiamati gargoyle. Quello che molti non sanno però è che esiste un lago, il quale naturalmente si adorna di statue di animali che un tempo erano vivi e che ora invece sembrano essersi tramutati in pietra. Nell’articolo di oggi parleremo dello strano fenomeno che si manifesta in questo lago, spiegheremo perchè ciò avviene e discuteremo delle insolite proprietà di questo lago.

Il lago in questione prende il nome di lago Natron, è situato in Tanzania, si tratta di un lago salino e si trova vicino al vulcano Gelai. Questo lago si trova in una regione molto arida e le sue acque, durante le stagioni secche, sono caratterizzate da un evidente, ridimensionamento. L’evaporazione dell’acqua rende meno diluiti i sali che vi sono disciolti dentro, quindi il livello di salinità aumenta moltissimo, fino ad un punto in cui certe colonie di microrganismi  cominciano rapidamente a prosperare.

Per via dell’elevata salinità, il lago si manifesta con striature bianche in superficie dovute all’accumulo di sodio, infatti questa è una particolarità comune a questo tipo di laghi ad intensi cicli di evaporazione. I microrganismi che si sviluppano in queste acque comprendono, per esempio, i cianobatteri, ovvero piccoli batteri che traggono l’energia dalla fotosintesi clorofilliana. Questi batteri conferiscono al lago il suo caratteristico colore rosso scuro, i cianobatteri infatti contengono nel loro citoplasma un pigmento rosso vivo/arancio. In aggiunta a questi organismi unicellulari, l’unico altro essere vivente che può sopravvivere nelle acque del lago Natron è un specie di fenicottero, ghiotta di cianobatteri e che affolla il lago soprattutto nelle stagioni secche quando i batteri sono più numerosi. Questo fenicottero riesce a camminare e a immergere il becco nelle acque del lago grazie ad un particolare strato protettivo al di sopra delle zampe e che riveste il becco osseo.

Ma come mai queste acque sono così inospitali? Oltre all’eccessiva salinità, la quale rende l’acqua del lago Natron impossibile da bere, oltre alle temperature, che possono raggiungere anche i sessantra gradi centigradi, il lago è caratterizzato anche da un’elevata basicità, le sue acque sono così alcaline che si ritiene che nei periodi più secchi il pH del lago Natron arrivi fino ad un valore di dieci. Questa caratteristica particolare è dovuta all’elevatissimo contenuto di un composto naturale che sarebbe letale per qualsiasi altro animale che tentasse di abitare queste acque, ovvero il carbonato di sodio, meglio noto come natron, da cui deriva il nome del lago in Tanzania di cui stiamo parlando.

Questo composto, la cui formula è Na2CO3, si può addensare in un minerale fosforescente ma si scioglie facilmente in acqua in quanto il minerale in sé è molto instabile. La particolarità più strana di questo composto però è che è richiama grandi quantità di acqua e le sequestra dall’ambiente circostante, in particolare una singola molecola di carbonato di sodio è in grado di attirare ben dieci molecole di acqua e di disporle attorno ai propri atomi, trasformandosi in carbonato decaidrato di sodio.

Questo composto non è esclusivo di questo lago, infatti si tratta di un composto molto comune sulla Terra, era ben noto ai popoli europei, ai nativi americani, alle tribù nomadi della Russia ma soprattutto agli antichi egizi. In Egitto infatti si trova un lago, ormai prosciugato, chiamato Wadi el-Natrun, che conteneva grandi quantità di carbonato di sodio, esso veniva estratto e purificato per poi venire utilizzato nella pratica dell’imbalsamazione. Questo sale era così sfruttato per via delle sue proprietà di disidratazione che riusciva a manifestare a contatto con i tessuti organici, in aggiunta a ciò veniva anche secondariamente sfruttato nella produzione del vetro.

Il nome stesso di questo composto ha origine dalla lingua degli antichi egizi: “natron” la quale deriva dalla parola egizia del sale nṯry, che significa puro o divino. Il simbolo del sodio stesso (Na) deriva dal nome latino del natrium. Il nome latino natrium deriva però dal greco nítron, che a sua volta derivava dal nome egizio. La sostanza ha dato il nome anche al luogo estrattivo del lago Wadi el-Natrun (fonte: Wikipedia).

Torniamo ora a ciò che avevamo detto all’inizio dell’articolo. Sulle sponde del lago Natron è possibile trovare animali morti che sembrano essere stati pietrificati, c’è qualcos’altro nel lago responsabile di trasformare ciò che tocca le sue acque in pietra? In realtà no, non c’è niente di più di quello che abbiamo già detto, le “statue di pietra” che molti sostengono di vedere sulle sponde del lago in realtà non sono altro che animali che, esattamente come facevano gli antichi egizi, vengono imbalsamati e perfettamente conservati dall’effetto di disidratazione provocato dal carbonato di sodio disciolto nell’acqua del lago. L’assenza di acqua infatti arresta i processi di decomposizione operati dai batteri, i quali, teoricamente dovrebbero distruggere i resti degli animali morti.

Inoltre, a meno che non si tratti di animali acquatici, le acque del lago non dovrebbero essere nemmeno capaci di uccidere un animale che dovesse entrarvi in contatto, infatti gli animali imbalsamati che si possono vedere non sono animali uccisi dall’inospitabilità delle acque, si tratta semplicemente di animali già morti che sono caduti in un secondo momento nell’acqua di questo lago particolare.

Spero che tu abbia trovato interessante questo articolo! A presto!

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