La metamorfosi

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Per “metamorfosi” si indicano tutte le trasformazioni, visibili e non, che si vengono a realizzare nel corpo di alcuni animali dopo la nascita, quindi molto dopo il termine del loro sviluppo embrionale. Tramite la metamorfosi, queste specie raggiungono la loro forma adulta e spesso la maturità sessuale. Il processo di metamorfosi è in netta contrapposizione alla strategia adottata dagli animali che, al momento della nascita, nascono con struttura fisica già quasi definita.

La maggior parte degli animali non compie metamorfosi, gli individui appena nati di queste specie tuttavia non sono solo degli “adulti in miniatura”, posseggono comunque delle sostanziali differenze rispetto ai genitori. Ad esempio: i cuccioli di molte specie animali sono graziosi, mentre con il tempo questa loro caratteristica tanto gradita può andarsi a perdere, ecco, il fatto che siano piacevoli alla vista non è certo dovuto alla loro necessità di essere ammirati negli zoo, anzi, questa loro caratteristica è un ulteriore incentivo alle cure parentali da parte dei loro genitori. In poche parole i cuccioli sono carini perchè il loro aspetto può invogliare i genitori a prendersi cura di loro.

Sempre rimanendo in genere cuccioli, un’altra differenza che si può notare fra loro ed i loro genitori è spesso la diversità di colore. Negli uccelli, ad esempio, i piccoli hanno un piumaggio spesso più folto, più disordinato e meno sgargiante dei genitori, questo aiuta loro rispettivamente a proteggersi dal freddo e a non essere individuati dai predatori, infatti se i piccoli presentassero piume di colori particolarmente accesi come i genitori, non sarebbero al sicuro e non potendo ancora volare, non sarebbero in grado di fuggire da eventuali attacchi.

Per riassumere, abbiamo detto che in generale tutti gli animali subiscono dei cambiamenti nel corso della loro vita, il fulcro di questo articolo rimane però lo straordinario cambiamento compiuto dagli animali che effettuano la metamorfosi la quale stravolge letteralmente l’animale. Questo processo permette all’animale di cambiare tutto di se stesso, quindi molto più del semplice aspetto, si cambia habitat, alimentazione, nicchia ecologica, si può passare da predatore a preda e si può persino cambiare sesso.

Di esempi da fare ce ne sarebbero tanti ma potremmo partire con il parlare del gruppo di animali che maggiormente sfrutta il fenomeno della metamorfosi, ovvero gli insetti, tutti gli insetti infatti compiono la metamorfosi. Nelle specie più primitive il cambiamento è graduale, gli insetti sono ricoperti di un esoscheletro che limita la loro crescita, nel momento in cui l’insetto è troppo grande, questa specie di armatura inizia a diventare troppo stretta e l’insetto se ne deve liberare per poi ricostruirne una nuova. In questo caso la metamorfosi è detta “muta”e avviene più volte nel corso della vita, cioè tutte le volte che l’insetto ne necessita. Questo tipo di metamorfosi non cambia l’aspetto dell’insetto, l’individuo che esce dal vecchio esoscheletro non ha subito nessun cambiamento. Insetti che fanno la muta sono per esempio le formiche.

Un secondo tipo di metamorfosi invece provoca un cambiamento nell’individuo, il quale nello stadio giovanile è molto simile all’adulto, tuttavia risulta sprovvisto, ad esempio, di ali e organi riproduttivi. Le ali si sviluppano lentamente con una serie di mute concatenate ed infine , durante l’ultima di esse ne avviene la completa apertura. Questo tipo di metamorfosi viene detto incompleto.

Infine, nelle più moderne specie di insetti il cambiamento è davvero radicale, l’individuo è irriconoscibile e la metamorfosi è detta “completa”. Questo tipo di metamorfosi è preceduto anch’esso da una serie di mute preparatorie dove l’individuo giovane, detto “larva”, accresce le sue dimensioni, la muta finale avviene comunque una sola volta nella vita dell’individuo. Insetti a metamorfosi completa sono per esempio le farfalle.

Analizzato cosa avviene negli insetti, possiamo ora soffermarci su un altro esempio molto noto: la metamorfosi della rana. Questo caso di metamorfosi ha davvero dell’incredibile, infatti, la forma giovanile, detta girino, è priva di zampe, possiede una lunga coda simile ad una pinna, possiede delle branchie e si nutre delle impurità dell’acqua, è a tutti gli effetti quindi un pesce. Durante la metamorfosi, le branchie retrocedono e si sviluppano i polmoni, la coda si ritrae fino a scomparire. Nel frattempo compaiono gli arti, prima quelli posteriori e poi quelli anteriori. L’individuo diventa adatto alla dieta a base di insetti o altri piccoli animali e sviluppa notevolmente la sua vista.

Come ultimo esempio di metamorfosi, consideriamo la famiglia dei pesci Labridi, è noto che essi (così come altre specie di pesci), siano in grado di effettuare un cambio di sesso passando dalla forma giovanile alla forma adulta. In questa famiglia tutti gli individui nascono di sesso femminile, con una livrea poco appariscente, durante la loro crescita possono tuttavia vedere al loro interno innescarsi un processo di inversione ormonale che li porta a cambiare sesso ed assumere allora una livrea molto più sgargiante ed un corpo più grande, passando così al sesso maschile. Questo caso, benchè eclatante, non costituisce una reale forma di metamorfosi, poichè non sono presenti veri e propri confini fra lo stadio femminile, lo stadio di transizione e quello maschile, rimane tuttavia interessante come percorso di crescita da una forma giovanile ad una adulta.

Analizzati alcuni esempi di metamorfosi, cerchiamo ora di capire il motivo che ha spinto certe specie a sviluppare questa strategia per terminare il proprio sviluppo. La domanda è lecita perchè in precedenza ci siamo dimenticati di soffermarci su un punto importante. Esclusi i pesci labridi, che non effettuano una vera e propria metamorfosi, e le rane, tutti gli altri animali durante il processo hanno bisogno di avvolgersi in una specie di guscio protettivo, chiamato crisalide, così che il processo di metamorfosi non venga disturbato da perturbazioni esterne. Oltre a ciò, durante la metamorfosi, l’animale è totalmente incosciente ed incapace di reagire agli stimoli esterni. Questo indubbiamente costituisce un problema nella lotta per la sopravvivenza con eventuali predatori.

Il principale motivo per il quale un animale ricorre alla metamorfosi è da ricercare nel dispendio energetico che una madre compie per produrre le uova. Molti embrioni, infatti, sono nutriti da uova che possono fornire soltanto una piccola quantità di energia, terminata la quale l’animale è costretto a schiudersi per cercarsi il cibo. Questo è importante da comprendere perchè rappresenta una strategia di cura della prole opposta a quella a cui siamo abituati.

Noi umani e gli altri mammiferi “puntiamo sulla qualità”, ovvero generiamo poca prole, ad essa però riserviamo cure parentali tali da soddisfare ogni bisogno del nascituro, garantendogli una probabilità maggiore di sopravvivenza. Altri animali, come gli insetti o gli anfibi, “puntano sulla quantità”, ovvero generano tantissime uova, ognuna capace potenzialmente di dare vita ad un individuo completo, e poi le abbandonano dove le hanno deposte nella speranza che nella moltitudine di figli qualcuno di fra i tanti, arrivi a divenire adulto.

Questa scelta di produrre molta prole ricade purtroppo sulla completezza della stessa al momento della nascita. La costruzione di un animale completo, partendo da due cellule germinali che si incontrano, è un processo che richiede molto tempo e molta energia, la quale, negli animali che producono molta prole, spesso non è disponibile. Per ovviare alla scarsità di risorse la natura ha creato una brillante strategia che consiste nella schiusa dell’uovo con nascita di un animale intermedio, più semplice e meno complesso rispetto all’adulto. La forma giovanile tuttavia è un animale autonomo capace di cercarsi il cibo da solo e di sopravvivere.

Una volta raggiunte le condizioni idonee, la forma giovanile può effettuare la metamorfosi e procedere verso la forma adulta.

Spero che tu abbia trovato interessante questo articolo! A presto!

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