Continenti alla deriva

il

E’ molto facile credere che oggetti con immense masse come i continenti si possano spostare più facilmente se galleggiassero sui mari. Sfortunatamente è impossibile tutto ciò, ma solamente perché i continenti in realtà non galleggiano sul mare. Molti pensano che la terraferma sia composta da costoni di terra che restano in sospensione sopra l’acqua degli oceani, da questa credenza deriva anche il termine ingannevole di “terre emerse”, come se galleggiassero sugli oceani come tronchi in un fiume.

A smentire questa teoria ci pensa già la fisica da sé, infatti è impossibile che i continenti galleggino sui mari perché secondo le leggi della densità dovrebbero andare a fondo esattamente come un sasso in uno stagno. La realtà è che gli oceani possono essere paragonati a delle “piscine interrate” dove i continenti ne costituiscono i bordi. Immaginiamo di privare per un momento la terra dell’acqua degli oceani, il mondo si configurerebbe come un deserto di rocce continuo, senza interruzioni e che possiede punti ad altezze molto diverse, i più bassi di questi, una volta ricollocata l’acqua al suo posto, andranno a costituire il fondale oceanico, mentre i più alti si staglieranno sopra il livello del mare andando a formare la terraferma. Per riassumere quindi, non è l’oceano che è il contenitore dei continenti, ma il contrario, poiché questi ultimi sono in continuità con i suoi fondali.

Ma allora come si spiega il fenomeno della deriva dei continenti di cui tutti abbiamo sentito parlare? La realtà è molto più complessa di come sembra, e per poter comprendere il fenomeno dobbiamo partire da molto lontano.

Appena formata la Terra era una enorme palla incandescente non molto diversa dal sole come aspetto, con il passare dei milioni di anni si è raffreddata ma il suo nucleo è rimasto caldo e ha continuato ad alimentare la fucina interna del nostro pianeta. Il raffreddamento degli strati più esterni ha consentito la solidificazione della crosta terrestre su cui noi viviamo e che costituisce solo un minuscolo strato della reale profondità del pianeta. Al di sotto della crosta terrestre abbiamo uno spesso strato chiamato “mantello” che costituisce la componente più cospicua del volume terrestre, circa l’ottantacinque percento.

Il mantello nella sua parte più profonda è in stretto contatto con il nucleo incandescente che ne riscalda i materiali i quali una volta riscaldati tendono a risalire in quanto meno densi di quelli freddi i quali invece tendono a discendere. Una volta risaliti gli strati surriscaldati di mantello tendono a cedere calore alla crosta terrestre la quale è molto più fredda, raffreddandosi e ridiscendendo al posto di quegli strati che ora si sono riscaldati a contatto con il nucleo. Questi continui movimenti di risalita e discesa lungo lo spessore del mantello sono chiamati “moti convettivi” e sono gli stessi che si possono osservare nell’acqua di una pentola quando bolle se ci immergete qualche sostanza che non si disciolga in acqua. Ma in che modo i moti convettivi influenzano il moto dei continenti?

I punti in cui le correnti convettive risalgono il mantello e vanno ad incontrare la crosta terrestre sono quei punti dove sono presenti le cosiddette “faglie” ovvero quelle zone dove roccia fusa proveniente dal mantello perfora la crosta terrestre ed emerge, la sua emergenza determina un accumulo di materiale lungo quelle zone che risultano essere i punti in cui viene prodotta nuova crosta terrestre la quale si solidifica immediatamente poiché spesso fuoriesce in mare lungo le faglie dette “dorsali oceaniche”

Il processo di deposito della crosta terrestre è responsabile dell’allontanamento che assistiamo per esempio fra Americhe e Africa, il movimento che le allontana è di pochi centimetri l’anno però rimane apprezzabile sul lungo periodo. A questo punto però quanto detto fin’ora ci pone di fronte ad un dilemma: se viene continuamente generata nuova crosta terrestre, come mai la superficie della Terra non aumenta ma rimane costante?

Il fatto che la superficie della Terra non aumenti è spiegabile solamente ipotizzando che la stessa quantità di crosta che viene prodotta dalle faglie, venga anche distrutta, e ciò avviene realmente in un processo noto come “subduzione”. La subduzione prevede che quando due placche di crosta terrestre si incontrano, la più densa delle due sprofondi verso il basso e che vada a rifondersi con il mantello sottostante equilibrando la quantità di crosta che invece sempre dal mantello si è generata. La placca in subduzione scivola quindi sotto la placca vicina e viene riassorbita. Esiste però un caso particolare in cui questo processo è soggetto ad un importante eccezione.

Quando non sussiste una evidente differenza di densità fra le due placche che si scontrano, nessuna delle due entra in subduzione, bensì entrambe, a causa delle ingenti forze a cui sono sottoposte, continuano a premere l’una sull’altra, finendo per “accartocciarsi”, innalzandosi e generando le montagne attraverso questo processo che viene detto “orogenesi”. La maggior parte delle montagne si sono generate così, basti pensare all’Himalaya, generata dall’impatto tra la placca dell’India e quella Asiatica in tempi relativamente recenti.

Adesso che abbiamo compreso i processi di creazione e riassorbimento della crosta terrestre ci risulta ben più chiaro come sia possibile il movimento dei continenti, le placche di crosta terrestre si configurano letteralmente come dei nastri trasportatori che escono ed entrano dal cuore della terra trasportando tutto quello che risiede su di essi.

Spero che tu abbia trovato interessante questo articolo! A presto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...