La rinascita

Vi ricordate il film Jurassic Park? In quel film dove riportano alla luce i dinosauri per poterne fare un parco a tema che poi però improvvisamente sfugge di mano ai gestori e degenera in una drammatica corsa per la sopravvivenza tra uomini e rettili. Per ricreare i dinosauri andavano alla ricerca di ambra contenente insetti intrappolati e cristallizzati in cerca del sangue che al loro tempo avevano succhiato dai dinosauri, da quel sangue il team di ricerca del parco era riuscito ad ottenere il DNA dei grandi rettili in modo da poterli ricreare ai giorni nostri.

Ovviamente questo tipo di approccio è abbastanza inverosimile ma il concetto alla base è molto semplice: basta una sola cellula ben conservata per ottenere una molecola di DNA completa e sufficiente che contenga tutte le informazioni per ricreare un animale estinto partendo da zero. Sfortunatamente anche nella semplicità di questo principio ci sono delle questioni spinose da affrontare: parlando di cellule di animali estinti è virtualmente impossibile trovare una cellula in perfette condizioni che non presenti nemmeno una imperfezione nel codice genetico poiché trattandosi di cellule assai datate il processo di degenerazione (per quanto rallentato della fossilizzazione o da altro) è inarrestabile.

Questo limite ha sempre scoraggiato idee simili a quelle raccontate in Jurassic Park ma un ritrovamento recente ha permesso di rispolverarle. In Siberia è stato ritrovato un Mammut lanoso congelato in condizioni sorprendentemente buone, tuttavia il problema illustrato prima persiste, le cellule perfettamente conservate non esistono tuttavia è stata trovata una soluzione. Fortunatamente per noi il Mammut lanoso possiede un parente molto stretto che calpesta il suolo del nostro pianeta tutt’oggi: l’Elefante asiatico, l’incredibile somiglianza genetica tra questi due animali ha permesso agli scienziati di non dover per forza ottenere una cellula perfetta dal Mammut.

E’ stato sufficiente individuare ed analizzare le differenze genetiche tra i due animali e modificare il DNA contenuto in una cellula dell’Elefante asiatico così da renderla a tutti gli effetti una cellula di Mammut lanoso. Naturalmente il processo non è per nulla veloce, la codifica del DNA del Mammut infatti ha richiesto molto tempo poiché analizzando una cellula alcuni frammenti di DNA risultavano illeggibili a causa del deterioramento obbligando gli scienziati a dover ricercare le parti di DNA mancante in altre cellule allungando notevolmente il lavoro. Alla fine però la codifica è stata completata e il genoma del Mammut lanoso è stato interamente scoperto.

Per poter modificare una cellula di Elefante asiatico è necessario ricorrere a tecniche che rientrano nella competenza dell’ingegneria genetica che ci da la possibilità di manipolare il DNA, creare cloni e tanto altro. Grazie quindi all’ingegneria genetica siamo riusciti a fecondare una cellula artificiale di Mammut lanoso che verrà impiantata in una femmina di Elefante africano la quale fungerà da madre e che dopo ventidue mesi di gravidanza darà alla luce un cucciolo di Mammut.

Oltre che animare gli zoo con nuove attrazioni ricreare un Mammut potrebbe essere utile anche per tenere a bada il riscaldamento globale.

Quando pascolavano per la Siberia, i mammut tenevano sotto controllo il proliferare di piante e alberi cibandosi di essi, dopo la loro estinzione però i vegetali hanno potuto proliferare in maniera incontrollata. Eliminare la vegetazione in queste regioni, potrebbe portare a un abbassamento della temperatura del pianeta poiché in inverno l’erba e la neve calpestata dagli animali offrirebbero scarso isolamento rispetto alle piante, ora presenti ma riducibili in numero ed estensione dai redivivi animali, e porterebbero il ghiaccio stagionale a penetrare più a fondo, permettendo il congelamento del suolo e una minore emissione di gas serra.

Spero che tu abbia trovato interessante questo articolo! A presto!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di scienziatimatti scienziatimatti ha detto:

    Giusto per correttezza verso il grande Michael Crichton, anche in Jurassic Park gli scienziati dicono che non è possibile trovare intatto tutto il DNA di un dinosauro, quindi per completare le parti troppo deteriorate usano degli animali sorprendentemente simili ai dinosauri (nel loro caso delle rane indigene dell’isola, mi sembra)
    🙂

    Piace a 1 persona

    1. Avatar di Andrea thecuriouss ha detto:

      Esatto! Naturalmente le somiglianze genetiche tra i dinosauri e le specie con cui li completano sono diverse ma d’altronde si tratta sempre di un film!

      "Mi piace"

Lascia un commento