Avete mai fatto caso a quanto sia complesso il movimento del serpente quando striscia? Naturalmente all’animale viene spontaneo e non si sofferma molto a rifletterci, compie i suoi movimenti in automatico. Il suo movimento mentre striscia è di tipo ondulatorio, alternando concavità e convessità per i due lati del suo corpo… Nonostante l’intenzione del serpente sia certamente quella di spostarsi la contrazione e il rilassamento dei muscoli che gli consentono di farlo sono tutt’altro che volontari.
Il meccanismo che regola questa complessa attività muscolare è a carico del sistema nervoso dell’animale e parte dalla corteccia cerebrale, in particolare da quella zona che regola i movimenti volontari del corpo. Da questa zona del cervello discendono verso il midollo spinale dei fasci nervosi detti fasci piramidali la cui funzione è quella di attivare i motoneuroni, ovvero quei neuroni direttamente collegati ai muscoli che ne provocano la contrazione trasportando l’impulso.
I fasci piramidali tuttavia non incontrano direttamente i motoneuroni ma il la trasmissione del segnale tra i due è mediata da ulteriori neuroni posti nel mezzo detti interneuroni che hanno funzione associativa e di mediare il segnale tra le due parti. L’interpretazione dell’impulso avviene a questo livello del sistema nervoso in quanto la decisione di quali motoneuroni attivare o inibire comporta anche la scelta di quali muscoli contrarre o rilassare.
La parte veramente interessante del procedimento è che i collegamenti necessari tra i neuroni per sviluppare una coordinazione motoria corretta ad effettuare il movimento sono collegamenti che si sviluppano con l’acquisizione del movimento, motivo per cui in età infantile certi movimenti risultano difficili e vengono perfezionati con la pratica e con la formazione dei collegamenti neuronali.
Questo fenomeno avviene anche in noi esseri umani poiché per esempio quando decidiamo di fare un passo in avanti e solleviamo un piede da terra il nostro peso è sbilanciato dalla parte del piede che abbiamo alzato, ma nonostante ciò non perdiamo l’equilibrio e questo avviene perché ci sono dei muscoli che contraendosi involontariamente fanno si che il nostro bacino resti in posizione e che la nostra postura eretta rimanga stabile.
Per fare un esempio ancora più comune possiamo immaginare la camminata delle modelle in passerella con i tacchi ai piedi. Chiunque si sia messo per la prima volta i tacchi avrà percepito sicuramente un notevole senso di instabilità eppure osservando le sfilate camminare con i tacchi sembra una passeggiata. Questo è spiegabile con il processo illustrato prima, la creazione di collegamenti nuovi tra gli interneuroni e i motoneuroni consente di fare nostro un movimento che prima non ci apparteneva.
Spero che tu abbia trovato interessante questo articolo! A presto!