Sei una persona sicura di te? Sei convinto di essere preparato su un determinato argomento? Ebbene esiste uno studio che ha provato che più sei inesperto su un determinato argomento e più ti sopravvaluti riguardo alle tue conoscenze sullo stesso. Questo studio è stato condotto da due psicologi: David Dunning e Justin Kruger e il loro lavoro ha provato un fenomeno in cui sempre più spesso incappiamo che può risultare molto fastidioso e che prende il nome di Dunning-Kruger effect.
Brevemente si tratta semplicemente di una incapacità cognitiva da parte di un inesperto (in un qualsivoglia ambito) di riconoscere i propri limiti in tale ambito… Ma questo fenomeno colpisce anche chi invece è realmente esperto provocando in lui una distorsione inversa con un’affievolita percezione della propria competenza e una diminuzione della fiducia in sé stessi, poiché gli individui competenti sarebbero portati a vedere negli altri un grado di comprensione equivalente al proprio.
Lo studio di Dunning e Kruger fu condotto sugli studenti di psicologia della Cornell University, prepararono per loro un test che verteva su competenze logiche, grammaticali e umoristiche ed una volta analizzati i risultati ottenuti dagli studenti riscontrarono che il gap maggiore tra la conoscenza stimata e la conoscenza effettiva rivelata dal test era maggiore negli studenti che avevano effettuato un punteggio basso. I risultati del test permisero ai due psicologi di delineare i tratti di questo disturbo in maniera più definita arrivando a dire che i soggetti incompetenti:
- tenderebbero a sopravvalutare il proprio livello di conoscenza in un dato argomento;
- non si renderebbero conto invece della reale conoscenza degli altri;
- si renderebbero conto e riconoscerebbero la propria precedente mancanza di conoscenza se e solo se ricevessero un insegnamento per la materia in questione.
Tratti di questa ipotesi sono stati ritrovati anche all’interno di pensieri di persone vissute ben prima di David Dunning e James Kruger. Per esempio Darwin sosteneva che: “L’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza”, e persino Socrate al suo tempo diceva: “Costui credeva di sapere e non sapeva, io invece, come non sapevo, neanche credevo di sapere“. Tali ragionamenti sono fioriti nelle menti di coloro che “sapevano” poiché probabilmente, anche come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostravano estremamente supponenti andando anche ad infastidire chi invece aveva dedicato tempo ed energie per comprendere al meglio alcune discipline.
Alla base del pensiero di chi è preparato e conosce c’è la certezza di “sapere abbastanza per rendersi conto che c’è tanto da sapere”, intesa come consapevolezza di non conoscenza definitiva, che spinge però al desiderio di approfondire: più ci si addentra nello studio e nella conoscenza, più ci si rende conto delle infinite ramificazioni del sapere. La conoscenza diventa quindi un percorso che non ha un traguardo e che si apre sempre verso nuove possibilità. L’ignorante invece non sapendo è convinto che tutto si limiti a quello che già sa sentendosi pertanto già completo.
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