Con i piedi per terra

Avete mai pensato veramente a cosa ci distingue dalle altre specie? Molti che si sono posti questa domanda sicuramente sono andati a pensare a caratteristiche della sfera del pensiero o alla capacità di ragionamento astratto… Ma se vi chiedessi proprio di soffermarvi su una caratteristica fisica che vi possa aiutare a discriminare un essere umano da un altro animale a quale pensereste?

Se questa domanda venisse posta a me sicuramente la prima cosa che mi verrebbe in mente sarebbe il bipedismo, è anche abbastanza intuitivo poiché è stata la prima caratteristica umana che i nostri antenati hanno evoluto, ovviamente poi seguita da altre come la perdita del pelo e lo sviluppo del cervello. Naturalmente ci sono molti altri animali che sono bipedi, come canguri, ma nell’uomo il bipedismo è un tratto diagnostico importante che negli altri animali è invece spesso un compromesso per far fronte ad altre necessità. L’esempio degli uccelli è lampante, essi sono bipedi ma solo perché gli arti superiori si sono evoluti per il volo, il loro bipedismo è un riarrangiamento per poter esprimere il loro vero tratto diagnostico che sono le ali per volare.

Perché siamo diventati bipedi? Quale pressione evolutiva ci ha spinto ad abbandonare le quattro zampe in favore della postura eretta? Le ipotesi sono varie, alcuni in maniera molto generica pensano che il bipedismo si sia evoluto per poter liberare le mani e poterle usare per maneggiare utensili o trasportare oggetti senza doverli mettere in bocca e sinceramente per quanto molto vaga questa ipotesi rimane un’ottima spiegazione possibile.

Una seconda ipotesi questa volta un po’ più di nicchia immagina il bipedismo come un adattamento per migliorare la termoregolazione. Studi recenti hanno dimostrato che nel periodo in cui i nostri antenati sono diventati bipedi le foreste africane in cui vivevano hanno subito una forte riduzione a seguito di un cambiamento climatico che le ha trasformate in savana, in questo ambiente il sole raggiunge ogni angolo delle radure perché la savana è caratterizzata da vaste pianure e pochi alberi. Un animale quadrupede ha tutto il dorso esposto ai raggi del sole che nelle ore più calde provengono dall’alto, un bipede invece espone al sole una superficie del suo corpo molto minore e questo aiuta ad essere meno irradiato dai raggi solari evitando colpi di calore.

C’è inoltre anche un altro aspetto da considerare: se immaginiamo il vento come uno spostamento d’aria in senso orizzontale rispetto al terreno (come spesso avviene) essere bipede comporta una esposizione maggiore alle rinfrescanti folate mentre un quadrupede risulta meno esposto alle stesse.

Come ultima motivazione per spiegare il bipedismo la scienza ha ipotizzato una maggiore attitudine alla corsa di resistenza poiché a parità di velocità mantenuta e a parità di distanza percorsa essere bipede comporta un dispendio di energia minore rispetto ad essere un quadrupede. Questo ha portato alla messa a punto da parte dei nostri antenati di un meccanismo di caccia che noi ora definiremmo “a sfinimento”. Il procedimento consisteva nel rincorrere una preda qualunque ovunque lei cercasse di scappare, non importa per quanto tempo e non importa se quella preda corresse più veloce, probabilmente si sarebbe stancata prima degli ominidi di allora e sarebbero riusciti a catturarla una volta sfinita.

Spero che tu abbia trovato interessante questo articolo! A presto!

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